L'altro asse

TEST DI
SENSIBILITÀ
AL CONTRASTO

Le tavole ottotipiche misurano la nitidezza con lettere nere ad alto contrasto. Ma la vita reale è piena di differenze tenui: nebbia, crepuscolo, un volto in una stanza in penombra. Questo test fa sbiadire una lettera verso lo sfondo fino a farla quasi scomparire e trova la più tenue che riesci ancora a leggere. È un asse della visione completamente diverso, e spesso il primo a cedere.

Come funziona

1
Indica la lettera
Una di sei compare in modo tenue. Tocca quale — oppure «Non riesco» se è scomparsa.
2
Sbiadisce quando indovini
Se indovini, la successiva è più tenue; se sbagli, si rinforza. Così si individua il tuo limite.
3
Allontanati un poco
A un braccio di distanza, luminosità dello schermo al massimo. Circa 24 prove.
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Risultati

LA TUA
SOGLIA DI
CONTRASTO

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Nota
La sensibilità al contrasto è un asse davvero utile: in alcune patologie oculari può calare prima della nitidezza. Ma la luminosità e la gamma del tuo schermo sono ignote e non calibrate, quindi questo non è un punteggio Pelli-Robson e non può essere confrontato tra dispositivi. È più significativo se monitorato rispetto ai tuoi stessi risultati sullo stesso schermo. Esiste anche un limite insuperabile: un display a 8 bit può variare la luminanza solo a passi finiti, e il passo più piccolo è circa l'8% vicino al nero e lo 0,9% vicino al bianco, quindi la lettera più tenue che questa pagina può disegnare dipende da quanto è luminoso il suo sfondo. Questo test si ferma a quel limite anziché far finta di andare oltre, e ti segnala quando il tuo risultato lo ha raggiunto. Un vero esame del contrasto si esegue in uno studio oculistico. Non è una diagnosi.